IL MULO HA UN CAPPELLO
TALMENTE PICCINO
CHE ANDREBBE PERFETTO
AD UN MOSCERINO.
"NON E' PER DIFETTO
DELLA MIA NATURA,
MA E' QUEST'INSETTO
CHE E' FUORI MISURA".
DI MIA LECOMTE
DEL LIBRO TIRI TIRITERE
martedì 31 maggio 2011
il roseo maiale
Il roseo maiale
un nonno ha ancora
che porta un elmetto
che cambia ogni ora.
"E' un matto perfetto
-commenta adirato-
lui porta l'elmetto e si crede pelato."
DI MIA LACOMTI
DEL LIBRO TIRI TIRITERE
un nonno ha ancora
che porta un elmetto
che cambia ogni ora.
"E' un matto perfetto
-commenta adirato-
lui porta l'elmetto e si crede pelato."
DI MIA LACOMTI
DEL LIBRO TIRI TIRITERE
il re e sua figlia
Un grande dolore
pativa il sovrano
di un bel reame
non troppo lontano.
Quel re aveva infatti
soltanto una figlia
panciuta e rotonda
chiamata la Biglia:
mordeva ogni cosa
la bimba golosa
da buona davvero
a dir poco schifosa.
Con voce garbata
le disse il sovrano
mentre attaccava
la sua regal mano:
-"Sei ancora bambina
per prender marito
e non mi sta a cuore
trvarti un partito.
Di cio che la gente
di te va dicendo
poco mi importa
e non ti difendo,
Infatti tu resti
lamia piccolina...
anche se simile
a carne bovina,
infatti tu resti
la figlia adorata...
ormai alle soglie
della tonnellata.
Eppure ti prego,
e sono sincero,
di non divorarti
l'intero maniero.
Lo sai quanto amassi
la svelta cavalla:
non mi è rimasta
neppure la stalla.
Avevo un trono
di d'oro e diamanti
simile a quello
che siedono i santi
poi un bel giorno
aizzando la guerra
mi sono trovato
col naso per terra.
E fischia l'araldo
privato di tromba,
e manca la pace
senz'una colomba.
Così ti prometto,
o mia preferita,
la nostra tavola
sempre imbandita
purchè tu smetta
di ingurgitare
le cose più strane
che riesci a afferrare.
Prometto salami...
ma mai più legnami!
Prometto bolliti...
ma mai più graniti!
Avrai ogni sorta
di ricche vivande
purchè non mi lasci
qui solo in mutande.
Così parlò dunque
il povero vecchio
e pianse la biglia
da riempirne un secchio.
Non erano lacrime
rivolte al sovrano
ma solo alla fine
del regal mano.
DI: Mia Lecomte
DEL LIBRO: Tiri Tiritere
pativa il sovrano
di un bel reame
non troppo lontano.
Quel re aveva infatti
soltanto una figlia
panciuta e rotonda
chiamata la Biglia:
mordeva ogni cosa
la bimba golosa
da buona davvero
a dir poco schifosa.
Con voce garbata
le disse il sovrano
mentre attaccava
la sua regal mano:
-"Sei ancora bambina
per prender marito
e non mi sta a cuore
trvarti un partito.
Di cio che la gente
di te va dicendo
poco mi importa
e non ti difendo,
Infatti tu resti
lamia piccolina...
anche se simile
a carne bovina,
infatti tu resti
la figlia adorata...
ormai alle soglie
della tonnellata.
Eppure ti prego,
e sono sincero,
di non divorarti
l'intero maniero.
Lo sai quanto amassi
la svelta cavalla:
non mi è rimasta
neppure la stalla.
Avevo un trono
di d'oro e diamanti
simile a quello
che siedono i santi
poi un bel giorno
aizzando la guerra
mi sono trovato
col naso per terra.
E fischia l'araldo
privato di tromba,
e manca la pace
senz'una colomba.
Così ti prometto,
o mia preferita,
la nostra tavola
sempre imbandita
purchè tu smetta
di ingurgitare
le cose più strane
che riesci a afferrare.
Prometto salami...
ma mai più legnami!
Prometto bolliti...
ma mai più graniti!
Avrai ogni sorta
di ricche vivande
purchè non mi lasci
qui solo in mutande.
Così parlò dunque
il povero vecchio
e pianse la biglia
da riempirne un secchio.
Non erano lacrime
rivolte al sovrano
ma solo alla fine
del regal mano.
DI: Mia Lecomte
DEL LIBRO: Tiri Tiritere
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